Play the Corporate Video
  • it
  • en
  • es

I Nostri Legni, il Nostro Blend

Il legname abitualmente impiegato è il Rovere, nelle specie Quercus Petrea e Quercus Pedunculata, che mescolate assieme secondo proporzioni da noi studiate in più di due secoli di attività, garantiscono un meraviglioso blend.
Il legno viene acquistato direttamente nelle migliori foreste Europee del massiccio centrale Francese, della Slavonia-Bosnia e dell’Europa Centrale, ove i nostri tecnici scelgono solo le migliori partite di legname.
A Conegliano il legname viene tagliato con il metodo del segato di quarto per le botti e “a spacco” per le barriques, entrambi i metodi non interrompono le fibre del legno, ma le mantengono parallele.
Solo il legname migliore specchiato e semi-specchiato a grana fine, esente da ogni tipo di difetto come nodi, alburno, tracce di cipollatura e fenditure, sarà stagionato naturalmente all’aperto, tutto il resto verrà rivenduto.

In commercio si trova solo legname fresco o essiccato artificialmente, pertanto è compito del bottaio accollarsi l’onere della stagionatura naturale del legno.
Considerando che servono 8/10 mesi per centimetro di spessore per completare la stagionatura all’aria aperta, è facile farsi un’idea della quantità di legname necessaria a garantire botti costruite con legname stagionato.
Grazie al nostro deposito di 14.000 mc (pari a 75 ettari di foresta), garantiamo che tutto il legname è certificato FSC® o PEFC della migliore qualità e stagionato naturalmente nel nostro stabilimento per almeno 8/10 mesi per centimetro di spessore.

Siamo in grado di produrre botti, tini e barriques anche con altri legnami come: Ciliegio (Prunus Avium e P. Cerasus), Acacia (Robinia Pseudoacacia), Frassino (Fraxinum Exelsior), Castagno (Castanea Vesca) e a richiesta altre specie ancora.

La stagionatura naturale è un passaggio fondamentale della selezione del legno è infatti l’unico metodo per raggiungere la perfetta stabilizzazione fisico-chimica, specialmente del Rovere data la sua linfa di tipo colloidale; fisica perché se il legname venisse essiccato artificialmente, una volta messo a contatto con un liquido, si rigonfierebbe fino a far deformare il recipiente dando luogo a perdite irreparabili; chimica perché solo gli agenti atmosferici degradano la linfa e ne solubilizzano i tannini duri (a lunga catena chimica), garantendo una cessione aromatica morbida e “dolce” del legno, senza note astringenti o di “verde”.